“Lo studio emodinamico al femminile: rischio coronarico e approccio diagnostico “

cover tamborini 29.11La maggiore incidenza della malattia coronarica nella donna, rispetto all’uomo, è nota da anni, mentre il sorpasso in termini di mortalità è avvenuto solo di recente. «Le cause di questo fenomeno – spiega la Professoressa Gloria Tamborini, Responsabile dell’Interventistica Strutturale del Centro Cardiologico Monzino di Milano, in occasione del Congresso ‘La cardiopatia ischemica nel genere femminile’ (16 Novembre) – sono da attribuirsi alla maggiore difficoltà diagnostica della malattia, spesso non ostruttiva o legata al microcircolo, e alla scarsa partecipazione della popolazione femminile ai trial di studio».

“I nuovi microcrateri nelle ostruzioni croniche”

cover lamanna 22.11Il dr. Alessio Gaetano La Manna, cardiologo interventista, presso l’Ospedale Ferrarotto, Università di Catania, in occasione del GISE di Genova ha illustrato le innovazioni nel trattamento percutaneo delle occlusioni coronariche croniche. Una tecnica che rappresenta una ‘sfida’ per la moderna cardiologia interventista in funzione delle più basse probabilità di successo rispetto alle procedure standard impiegate nel trattamento delle lesioni occlusive. Tuttavia la disponibilità di metodiche e dispositivi innovativi, tra cui microcateteri realizzati con materiali più raffinati e dotati di nuove proprietà, promettono di migliorare sensibilmente la tecnica consentendo all’operatore esperto di raggiungere un successo tecnico superiore all’85%.

“L’innovazione chirurgia nel trattamento della stenosi aortica severa”

cover spaccarotella 15.11La dr.ssa Carmen Spaccarotella, cardiologo interventista al Policlinico Universitario ‘Magna Graecia’ di Catanzaro, al Congresso GISE di Genova dell’11-14 Ottobre, illustra il problema della stenosi aortica severa calcifico-degenerativa. Una patologia in costante aumento, raggiungendo percentuali del 2-7% nella popolazione oltre i 65 anni. L’innovazione chirurgica in pazienti ad rischio elevato o intermedio, ma anche in casi inoperabili, è oggi rappresentata dall’impianto valvolare aortico per via percutanea, più noto come TAVI. “Le probabilità di successo – chiarisce l’esperta – sono più elevate nella donna in funzione di minori comorbidità. Ma non solo: sebbene la donna sia più esposta al rischio di complicanze post-chirurgiche rispetto all’uomo, vi è evidenza di outcome più soddisfacenti a medio e lungo termine”

“Le nuove valvole Chirurgiche”

cover stabile 8.11Il Dr. Eugenio Stabile, ricercatore presso il Laboratorio di Cardiologia Invasiva dell’Università Federico II di Napoli, in occasione del Congresso GISE di Genova, fa il punto sulle valvole impiantabili per via transcatetere affrontando l’aspetto della durata e soprattutto dei rischi per i pazienti. “I dati della letteratura internazionale – ha commentato il cardiologo – sono molto confortanti. Vi è evidenza di un deterioramento a 5 anni quasi nullo”. Restano invece da fronteggiare possibili complicanze come l’endocardite, rischio comune anche all’impianto di valvole chirurgiche, o alcuni eventi sfavorevoli tipici della protesi percutanea quali la trombosi dei lembi valvolari.

“I nuovi device di chiusura percutanea dell’auricola sinistra”

cover meucci 28.10Il Dr. Francesco Meucci, del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare presso l’ospedale Careggi di Firenze, in occasione del GISE di Genova (11-14 Ottobre) spiega come uno dei punti principali di questa terapia sia la dimostrazione dell’efficacia nella prevenzione dello stroke. Sottolinea i sei device approvati ad oggi in Europa e come la ricerca tecnologica in questo settore stia facendo passi da gigante.